Dom. Apr 6th, 2025

Devianza Minorile: analisi e prospettive dal Convegno del 21 Febbraio al Liceo “Flacco” di Portici

di Chiara Chirico e Grazia Lucia De Falco

Al Liceo Quinto Orazio Flacco, di Portici, la sera del 21 Febbraio 2025, si è tenuto un incontro per discutere della devianza minorile rispetto ai reati commessi in rete. 

A moderare magistralmente l’evento, Dario Sautto, giornalista de “IL MATTINO” 

L’apertura di questa conferenza è stata affidata alla Ill.ma Dirigente dott.ssa lolanda Giovidelli che dopo aver salutato calorosamente gli ospiti nell’auditorium, ha spiegato quali sono le responsabilità dell’istruzione scolastica in questo complesso ambito. La scuola è un pilastro per la società, in quanto tale ha il dovere di “accompagnare i ragazzi in un’età dove si formano”, per far sviluppare il senso critico ed “imparare a stare al mondo”, naturalmente con l’appoggio della famiglia e insieme ad essa, come un’appendice, perfezionare il carattere degli adolescenti; in mancanza, la scuola è spinta a sostituirsi per la formazione dei ragazzi. 

Passa poi la parola all’assessore per l’istruzione di Portici, Luca Manzo, che porta i saluti del Sindaco e dell’intera amministrazione comunale. “Abbiamo bisogno di luoghi fisici in un momento storico dove viviamo in luoghi virtuali” inizia Manzo, riferendosi al sito in cui si è svolto l’incontro.  

In sequenza Paola Brunese, presidente del Tribunale per i Minori di Napoli, ha affrontato il tema del cyberbullismo e dei rischi legati all’uso della rete, portando all’attenzione un caso particolarmente drammatico e facendo luce sul fenomeno delle interazioni online che, progressivamente, possono trasformarsi in strumenti di violenza e sopraffazione, con conseguenze tragiche. 

Uno degli episodi più toccanti che ha seguito riguarda un ragazzo con difficoltà motorie, preso di mira dai compagni che lo avevano etichettato con il soprannome di “Tick Tock”. L’isolamento, il disprezzo e le offese ricevute online e offline hanno portato il giovane a togliersi la vita. Un caso che ha spinto il pubblico ministero a ipotizzare l’accusa di istigazione al suicidio, riconoscendo la responsabilità di chi, con atti di bullismo reiterati, ha contribuito a un epilogo così drammatico. 

 Il fenomeno del cyberbullismo, inteso come un reato commesso attraverso la rete, è regolato dalla Legge n. 71 del 2017. Questa normativa introduce strumenti di tutela per le vittime, tra cui la possibilità di richiedere la rimozione dei contenuti offensivi e l’intervento delle autorità competenti per prevenire e sanzionare comportamenti pericolosi. 

  

Tuttavia, il cyberbullismo non è l’unico rischio che i giovani corrono online. Esistono altre forme di violenza digitale che possono avere conseguenze devastanti: 

  • Revenge porn: la diffusione non consensuale di immagini intime, spesso utilizzata per ricattare o umiliare la vittima. Questo reato, legato al mondo della pornografia e che può colpire anche minorenni, è stato disciplinato dalla Legge n. 69 del 2019.
  • Blue Whale: una serie di sfide pericolose che inducono i partecipanti all’autolesionismo, fino al suicidio, per essere accettati da una comunità virtuale.
  • Minirike: fenomeno meno noto, ma altrettanto allarmante, legato alla manipolazione psicologica di minori attraverso il web.

  

Di fronte a questi fenomeni, la prevenzione gioca un ruolo fondamentale. È essenziale che genitori, insegnanti e istituzioni collaborino per educare i giovani ad un uso responsabile della rete. La consapevolezza dei rischi e delle conseguenze può fare la differenza tra una navigazione sicura e un’esperienza digitale distruttiva. Proprio per questo con il “protocollo d’Intesa”, si è pensato di inserire all’interno delle scuole degli sportelli e di promuovere incontri come questo. 

L’intervento della giustizia, come sottolineato dalla presidente Brunese, è cruciale per garantire che i responsabili di atti di bullismo e violenza online vengano perseguiti. Tuttavia, la vera sfida è culturale: costruire un ambiente digitale basato sul rispetto e sulla tutela delle persone più vulnerabili. 

 

Ad emozionare poi la platea e i relatori, Daniela Di Maggio, che ha prima presentato il suo cortometraggio “tre pallottole di bellezza” e ha poi raccontato la storia di suo figlio Giovanbattista Cutolo, conosciuto da tutti come “Giògiò”, brutalmente ucciso il 31 agosto 2023 dopo aver difeso un ragazzo che stava subendo un atto di bullismo. “La cura ci può togliere dal Titanic, portandoci scialuppe e salvandoci tutti. […] Mettiamo la cura nelle cose che facciamo perché Giovanbattista Cutolo ha messo cura quella maledetta notte, quando ha visto un atto di bullismo e ha protetto il suo amico”. 

 

Particolarmente significativo, l’intervento della presidente del tribunale di Napoli, Elisabetta Garzo, intervenuta, soffermandosi sul decreto Caivano e sulla sua importanza, in particolare in ambienti in cui le famiglie non sempre riescono ad essere una guida ottimale per i ragazzi. Risponde poi alla dottoressa Di Maggio “ci sono persone che non hanno ricevuto un minimo di giustizia, e sono queste le cose che ci fanno riflettere”.  

 

A chiudere con la sua arringa finale Andrea Delmastro, sottosegretario di stato al ministero della giustizia, spiegando la sua panoramica sull’importanza dell’istruzione nell’ambito della legalità “dobbiamo far capire ai ragazzi e ai genitori che qualcosa sta cambiando, basta ai genitori che non mandano i figli a scuola e al massimo prendono una multa di €100. Se tu hai un figlio hai un dovere educativo nei suoi confronti e se sei disinteressato al fatto che vada a scuola e se non contrasti la sua dispersione scolastica, ti prendi fino a due anni perché essere un padre o una madre è responsabilità.” 

 

A margine del convegno, gli onorevoli Delmastro e Brunese hanno acconsentito a rispondere ad alcuni dei nostri quesiti. 

Redazione CoMeTe: Quali sono gli impatti psicologici delle vittime e degli autori dei reati online? 

  1. Brunese: “Devono essere valutati entrambi con comprensione perché anche l’autore essendo minorenne, diciamo un soggetto in formazione, che va ripreso, va aiutato ad incamminarsi sulla strada giusta. La vittima chiaramente è quella calpestata nell’immediato e quindi va trattata con molta empatia, spiegandole che non deve vergognarsi di quello che è successo. Soprattutto nel bullismo a volte la vittima si sente un po’ responsabile.”

 

Redazione CoMeTe: Quali sono le iniziative ed eventuali proposte di legge messe in campo per contrastare la devianza minorile? 

  1. Delmastro: In particolar modo il dl Caivano, che costituisce una novità assoluta, sia sul versante della repressione di talune devianze sia sul versante degli strumenti che possono essere dati agli stessi questori e ai prefetti per anticipare e arrestare il percorso criminoso, ma soprattutto sotto il profilo delle risorse spese per la prima volta in un’Italia, in una periferia. Abbiamo per anni avuto governi che su Caivano facevano passerelle. Oggi Caivano sta rifiorendo, Caivano diventa il modello per le periferie di tutta l’Italia. Mi piace essere in Campania a raccontare che un modello di rinascita urbanistica, di contrasto alla povertà educativa, di contrasto alla povertà e alla marginalità sociale sulle periferie in particolar modo, nasca dalla Campania e non per esempio della Lombardia. secondo me è proprio un gran bel messaggio di speranza per la Campania e per l’Italia intera.

 

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